Salta al contenuto
Cloud • Migrazione cloud • In evidenza

Acquisizione e consolidamento di tenant: 189 utenze su quattro workload con il Migration Orchestrator

Un'acquisizione da integrare: 189 utenze con posta, OneDrive, chat e riunioni di Teams spostate con il Migration Orchestrator, e i siti dei team per via separata.

Cliente
Gruppo energetico, 189 utenze nel perimetro di migrazione
Settore
Energia / Utility
Sede
Lombardia
Dimensione
189 utenze nel perimetro di migrazione

01 — Il contesto

Situazione di partenza

Un'acquisizione ha portato dentro al gruppo una società con il proprio tenant Microsoft 365: 189 utenze da spostare, con posta, file personali, chat e riunioni di Teams, più i siti dei team. A differenza di un consolidamento interno, un'acquisizione ha una data che viene dal contratto e non dal calendario IT: la finestra non è elastica, e a 189 utenze l'idea di fare tutto in una notte non e disponibile.

La richiesta comprendeva chat e riunioni di Teams, e questo esclude in partenza il percorso per-workload usato sui perimetri piccoli: quei due workload si muovono solo con il Migration Orchestrator. Ma l'Orchestrator ha un confine preciso, ed è un confine che va conosciuto in fase di progetto — non scoperto al cutover.

Soluzione SynSphere

Due strumenti, perché nessuno copre tutto. La documentazione Microsoft è esplicita: i workload selezionabili in un batch dell'Orchestrator sono quattro — caselle Exchange, OneDrive, chat e riunioni di Teams — e la soluzione *non* migra i dati condivisi, cioe team, canali e siti SharePoint, che restano sul tenant di origine. Quindi: Orchestrator per i quattro workload personali, cross-tenant SharePoint site migration per i siti dei team, e canali ricreati sul tenant di destinazione come scelta dichiarata a progetto. Dirlo prima è diverso dal farlo scoprire dopo.

L'Orchestrator muove contenuto, non identità. E la frase che riorganizza il progetto: le 189 utenze di destinazione vanno create e configurate prima, e il Cross-Tenant Identity Mapping è un prerequisito, non un'opzione. Con un vincolo che si paga caro se si scopre tardi: ogni utente deve essere un MailUser sul tenant di origine e non avere una casella su quello di destinazione prima che il mapping possa essere eseguito — e questo vale anche per gli utenti di cui non si sposta la casella.

Un batch solo, non quattro. Microsoft raccomanda di mettere tutti i workload nello stesso batch invece di gestirne uno per workload, perché l'Orchestrator ne ordina l'esecuzione tenendo conto delle dipendenze. E c'è un vincolo rigido: il batch non parte se si seleziona il workload delle riunioni di Teams senza selezionare anche le chat e le caselle.

La data di impatto come leva di progetto. Il campo `CompleteAfterDate` separa la sincronizzazione dall'impatto: prima di quella data sincronizza in background solo Exchange, e nessun dato si muove per OneDrive, chat e riunioni; dopo, partono gli altri tre. Su un'acquisizione con una data contrattuale è esattamente il campo che permette di far maturare la posta per giorni e di far cadere il disagio sull'utente nel giorno scelto.

Le due cose censite in assessment, perché dopo non si rimedia. Le caselle sotto qualunque tipo di hold non migrano e lo spostamento viene bloccato: su 189 utenze vanno trovate prima. E la casella di origine viene cancellata dopo una migrazione riuscita — dopo non è più disponibile né consultabile sul tenant di partenza — quindi la conservazione a norma e l'eDiscovery si risolvono a monte, non a valle. Il metodo completo e nella guida alla migrazione tenant-to-tenant; l'assessment è la fase che decide il progetto: vedi il cloud assessment.

03 — I risultati

Risultati misurabili

  • 189 utenze migrate sui quattro workload dell'Orchestrator: caselle Exchange, OneDrive, chat e riunioni di Teams
  • Siti dei team migrati per via separata e canali ricreati: l'Orchestrator non migra i dati condivisi, ed era una scelta dichiarata a progetto e non una sorpresa al cutover
  • Impatto sugli utenti concentrato sulla data scelta e non sul giorno di avvio: prima del CompleteAfterDate sincronizza in background solo la posta
  • Un'unica ondata multi-workload invece di quattro batch separati, così l'ordine fra le dipendenze lo decide lo strumento e non un piano scritto a mano
  • Caselle sotto hold individuate in assessment: non migrano e bloccano lo spostamento, quindi sono state risolte prima di aprire il batch
  • Licenza di migrazione per utente messa a budget come voce di progetto dichiarata su tutte le 189 utenze, assegnabile sull'oggetto di origine o di destinazione
  • Identita di destinazione create e mappate prima della migrazione dei contenuti, perché l'Orchestrator muove contenuto e non identità

Tecnologie utilizzate

Stack tecnologico applicato per il progetto.

Prodotti SynSphere coinvolti

Approfondisci i prodotti del catalogo SynSphere applicati in questo case study.