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Azure Communication Services

Azure Communication Services (ACS) è la piattaforma Microsoft che porta le funzioni di comunicazione dentro le applicazioni tramite API e SDK: email transazionali, SMS, chiamate voce su rete telefonica, video e chat. Gira sulla stessa infrastruttura globale su cui Microsoft fa funzionare Teams — quindi non è un servizio di nicchia, è la stessa rete con un'interfaccia programmabile.

Il caso d'uso che riguarda quasi tutte le PMI è il più banale e il più sottovalutato: le email che manda l'applicativo. Conferme d'ordine, reset password, notifiche di un gestionale, avvisi di scadenza, i messaggi di un form di contatto. Sono email che non escono dalla casella di una persona ma da un software, e appoggiarle alla casella Microsoft 365 di un utente è una scelta che presenta il conto presto: finiscono in spam, sbattono nei limiti di invio della casella, e quando il dipendente cambia ruolo o esce, l'applicativo smette di funzionare senza che nessuno capisca perché.

ACS separa quel canale: dominio verificato con i record di autenticazione corretti, deliverability tracciabile, e nessuna dipendenza dalla casella di una persona. È esattamente quello che facciamo noi: le notifiche del form di contatto di questo sito escono da Azure Communication Services, come parte dell'infrastruttura che abbiamo interamente su Azure.

Gli altri canali entrano quando il processo li richiede: SMS per la conferma di un appuntamento o un codice di verifica, voce e video quando serve mettere un operatore in contatto con un cliente dentro il proprio applicativo invece di spostarlo su uno strumento esterno.

A chi è rivolto

Profili e dimensioni aziendali per cui Azure Communication Services è la scelta più efficace.

  • PMI con un gestionale o un e-commerce che manda email transazionali dalla casella di un dipendente (e le vede finire in spam)
  • Software house e ISV che devono aggiungere notifiche, SMS o videochiamate a un prodotto senza costruire infrastruttura di comunicazione
  • Aziende con processi che richiedono conferme via SMS (appuntamenti, ritiri, codici di verifica) oggi gestite a mano
  • Realtà che vogliono portare assistenza voce o video dentro la propria applicazione invece di spostare il cliente su un altro canale
  • Organizzazioni già su Azure che preferiscono un solo fornitore, una sola fattura e un solo perimetro di conformità

Funzionalità chiave

Cosa è incluso in Azure Communication Services e perché ha valore per la tua azienda.

  • Email transazionali con dominio verificato

    Invio programmatico dal proprio dominio, con la catena di autenticazione (SPF, DKIM, DMARC) configurata in fase di setup: è la parte che determina se l'email arriva in posta in arrivo o in spam. Alternativa al dominio gestito Azure per partire subito in test.

  • SMS applicativi

    Invio e ricezione di SMS via API per conferme, promemoria e codici di verifica. Richiede il provisioning di un numero o di un mittente abilitato: in Italia gli invii applicativi verso i consumatori hanno regole proprie, e la scelta del mittente va fatta in fase di progetto.

  • Chiamate voce su rete telefonica

    L'applicazione può avviare e ricevere chiamate verso numeri di rete fissa e mobile, con numeri acquistabili direttamente in Azure. Utile per contattare un cliente dal gestionale senza passare da un centralino separato.

  • Video e condivisione schermo

    Videochiamate integrate nell'applicazione web o mobile, con la stessa tecnologia che sta sotto Teams. L'utente non installa nulla e non cambia contesto: la sessione parte dentro il vostro software.

  • Chat persistente

    Conversazioni testuali con cronologia conservata, notifiche e più partecipanti: la base per un supporto in-app o per una comunicazione strutturata fra operatori e clienti dentro il prodotto.

  • Interoperabilità con Microsoft Teams

    Un utente esterno può entrare in una riunione Teams direttamente da un'applicazione costruita con ACS, senza avere Teams. Scenario tipico: il cliente clicca un link nel vostro portale e parla con un operatore che è in Teams.

  • SDK per i linguaggi che usate già

    Librerie ufficiali per .NET, JavaScript/TypeScript, Python, Java e per iOS e Android. Per il solo invio email esiste anche l'accesso SMTP, che permette di collegare un applicativo esistente cambiando la configurazione invece del codice.

  • Log, metriche e diagnostica

    Integrazione con Azure Monitor per tracciare consegne, errori e volumi. Sui canali transazionali sapere *quale* messaggio non è arrivato e perché è la differenza fra un problema risolvibile e un mistero.

  • Perimetro di conformità Azure

    Dati e traffico restano dentro il perimetro Azure, con la possibilità di scegliere la region dei dati. Per chi ha già valutato Azure lato GDPR non c'è un fornitore in più da istruttoria: è lo stesso contratto e lo stesso data processing agreement.

Casi d'uso reali

Scenari concreti basati su clienti che abbiamo seguito o profili tipici per cui Azure Communication Services ha senso.

  • Le email del gestionale non arrivano più

    Situazione di partenza

    Una PMI commerciale manda conferme d'ordine e solleciti dal gestionale, configurato con la casella Microsoft 365 di un impiegato amministrativo. Da qualche settimana una parte dei clienti non riceve nulla: le email finiscono in spam o vengono rifiutate, e nessuno sa quali.

    Separiamo il canale applicativo: dominio dedicato su Azure Communication Services con SPF, DKIM e DMARC allineati, e il gestionale che invia via SMTP senza toccare il codice. Le consegne diventano tracciabili in Azure Monitor, quindi alla domanda «questa conferma è arrivata?» si risponde con un log invece che con una supposizione. La casella dell'impiegato torna a essere solo una casella.

  • Conferme appuntamento gestite a mano

    Situazione di partenza

    Uno studio con molti appuntamenti perde tempo a telefonare per confermare, e ha un tasso di mancate presentazioni che pesa sull'agenda. Il gestionale conosce gli appuntamenti ma non ha modo di avvisare nessuno.

    Aggiungiamo l'invio SMS via ACS agganciato all'agenda: promemoria automatico con la possibilità di rispondere per confermare. Il provisioning del mittente e le regole per gli invii applicativi verso i consumatori in Italia li gestiamo in fase di progetto, perché è la parte dove un'implementazione fatta in fretta viene bloccata.

  • Assistenza dentro il prodotto, non altrove

    Situazione di partenza

    Una software house ha un portale web usato dai propri clienti. Quando serve assistenza il cliente esce dal portale, cerca un numero o apre un altro strumento, e metà dei tentativi si perde in quel passaggio.

    Integriamo chat e videochiamata ACS nel portale: il cliente clicca dentro l'applicazione e parla con un operatore, che dal suo lato risponde in Teams grazie all'interoperabilità. Nessuna installazione per il cliente, nessun cambio di contesto, e la cronologia della conversazione resta agganciata al suo profilo.

  • Un fornitore in meno da giustificare

    Situazione di partenza

    Un'azienda già su Azure usa un servizio esterno per le email applicative: fattura separata, contratto separato, e un fornitore in più da mettere nel registro dei trattamenti e nelle risposte ai questionari dei clienti.

    Spostiamo il canale su ACS: stesso contratto Azure, stessa fattura, stesso perimetro di conformità già istruito. Il consumo entra nella spesa Azure che il cliente già monitora, e il registro dei fornitori si accorcia di una riga — che nelle gare e nei questionari NIS2 conta più di quanto sembri.

Si integra con

Azure Communication Services è parte di un ecosistema. Ecco i prodotti con cui lavora nativamente.

Pricing e modelli di consumo

Azure Communication Services non ha licenze per utente: si paga il consumo effettivo, canale per canale. Le tariffe unitarie cambiano per canale e per paese di destinazione, quindi il numero che conta è quello calcolato sui vostri volumi reali.

Modello a consumo, senza impegno iniziale. Non c'è un canone per utente né un minimo mensile: si paga per quello che si invia o si usa.

  • Email: si paga per messaggio inviato e per volume di dati trasmesso.
  • SMS: tariffa per messaggio, che varia in base al paese di destinazione e al tipo di mittente. Va aggiunto il costo del numero o del mittente abilitato.
  • Voce: tariffa al minuto, diversa fra chiamate in ingresso e in uscita e in base alla destinazione. Il numero telefonico ha un costo mensile a sé.
  • Video e chat: si paga in base ai partecipanti e alla durata delle sessioni.

Come lo dimensioniamo. Le tariffe unitarie di Azure cambiano nel tempo e per destinazione: non le riportiamo qui per non darvi un numero già vecchio. Partiamo dai vostri volumi — quante email transazionali al mese, quanti SMS, verso quali paesi — e produciamo una stima sul listino corrente, con l'ordine di grandezza della spesa mensile e i punti in cui cresce.

Attenzione a due voci che sfuggono nelle stime fatte in fretta: il costo dei numeri telefonici, che è ricorrente e indipendente dal traffico, e le destinazioni internazionali degli SMS, che possono costare molto più di quelle nazionali. Su un progetto reale sono la differenza fra la stima e la fattura.

Se siete già clienti Azure il consumo entra nella sottoscrizione esistente: nessun contratto aggiuntivo, nessun fornitore in più. Vedi anche le sottoscrizioni Azure per il modello di acquisto.

Domande frequenti

Risposte rapide alle domande che ci fanno più spesso su Azure Communication Services.

In che cosa è diverso dal mandare email con Microsoft 365?
Sono due strumenti per due scopi. Microsoft 365 serve alla posta delle persone: una casella, un utente, una licenza. Azure Communication Services serve alla posta delle applicazioni: nessun utente dietro, nessuna licenza per casella, e limiti di invio pensati per volumi applicativi invece che per una persona che scrive. Usare la casella M365 di un dipendente come mittente di un gestionale funziona finché non funziona più: si sbatte nei limiti di invio, la deliverability peggiora perché il traffico non somiglia a quello di un umano, e il giorno che quella persona cambia ruolo o lascia l'azienda l'applicativo si ferma. Separare i due canali è igiene, non sofisticazione.
Serve saper programmare per usarlo?
Per email sì e no. Se l'applicativo che deve inviare supporta già una configurazione SMTP — e la maggior parte dei gestionali la supporta — si collega cambiando le impostazioni, senza scrivere codice. È il percorso più rapido e copre il caso d'uso più comune. Per SMS, voce, video e chat servono invece gli SDK, quindi sviluppo: sono funzioni che vivono dentro un'applicazione. In quel caso il lavoro lo facciamo noi o affianchiamo il vostro team, a seconda di come preferite.
Le email arriveranno davvero in posta in arrivo?
Dipende da come si configura il dominio, non dal servizio. La parte che determina la recapitabilità è la catena di autenticazione — SPF, DKIM e DMARC allineati sul dominio mittente — più la reputazione che il dominio costruisce nel tempo mandando messaggi che le persone non segnalano come spam. È il lavoro che facciamo in fase di setup, e per cui esiste una nostra guida operativa: SPF, DKIM e DMARC spiegati. Nessun fornitore può promettere la posta in arrivo: chi lo fa vi sta vendendo qualcosa che non controlla.
Possiamo inviare SMS promozionali ai clienti?
Tecnicamente sì, ma è il punto dove serve attenzione. Gli invii verso i consumatori hanno regole proprie, che riguardano il consenso, l'identificazione del mittente e la possibilità di opporsi — e che valgono a prescindere dallo strumento usato. In fase di progetto verifichiamo insieme la base giuridica degli invii e il tipo di mittente da abilitare per l'Italia. Il marketing via SMS è un caso d'uso diverso dalle notifiche di servizio: mescolarli sullo stesso canale è il modo più rapido per farsi bloccare.
I dati restano in Europa?
La region dei dati si sceglie in fase di configurazione della risorsa, quindi è una decisione di progetto e non un vincolo del servizio. Per i clienti italiani impostiamo normalmente region europee. Il vantaggio pratico per chi è già su Azure è che non si aggiunge un responsabile del trattamento: è lo stesso contratto e lo stesso accordo sul trattamento dei dati che avete già istruito per il resto della sottoscrizione, cosa che semplifica il registro dei trattamenti e le risposte ai questionari dei clienti.
Che differenza c’è rispetto a Twilio o SendGrid?
Sul piano funzionale i canali si somigliano molto. Le differenze che contano in una PMI già su Microsoft sono tre: un solo fornitore invece di due (una fattura, un contratto, un responsabile del trattamento in meno nel registro), l'interoperabilità con Teams che gli altri non hanno, e il consumo che entra nella spesa Azure che state già monitorando. Se invece avete già un'integrazione consolidata e funzionante altrove, cambiarla solo per consolidare il fornitore raramente si giustifica da sola. Lo diciamo prima: questo prodotto ha senso quando state costruendo qualcosa di nuovo, o quando l'attuale canale vi sta creando problemi.
Lo usate anche voi?
Sì, e su questo sito: le notifiche del form di contatto escono da Azure Communication Services. Fa parte dell'infrastruttura SynSphere che è interamente su Azure — sette server e quattro servizi SQL, sito pubblico compreso. È il motivo per cui possiamo dirvi dove sono le trappole del setup: il dominio da verificare, i record di autenticazione da allineare e i log da guardare quando un messaggio non arriva li abbiamo già affrontati sul nostro.