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Windows 10 a 8 mesi dalla fine supporto: stato del parco PMI e opzioni ESU

Dal 14 ottobre 2025 Windows 10 non riceve più aggiornamenti di sicurezza gratuiti. A 8 mesi di distanza: quante PMI sono ancora indietro, i rischi reali e le opzioni ESU per chi non ha ancora migrato.

SynSphere Italia 5 min di lettura
Windows 10 a 8 mesi dalla fine supporto: stato del parco PMI e opzioni ESU

Il 14 ottobre 2025 Windows 10 ha raggiunto la fine del supporto: niente più aggiornamenti di sicurezza gratuiti, niente più fix. A circa 8 mesi di distanza, è il momento di un punto della situazione — perché una quota non trascurabile di PMI italiane è ancora, in tutto o in parte, su Windows 10.

Cosa significa “fine supporto” in pratica

Windows 10 continua ad accendersi e funzionare. Il problema non è oggi, è il rischio che si accumula: ogni nuova vulnerabilità scoperta non viene più corretta. Su un PC esposto a internet e alla posta, questo si traduce in una superficie d’attacco che cresce ogni mese. Per un’azienda significa anche non conformità crescente (assicurazioni cyber, requisiti dei clienti, NIS2 lungo la supply chain).

Le opzioni per chi è ancora indietro

OpzionePer chiNote
Migrazione a Windows 11PC compatibili (TPM 2.0, CPU supportata)La soluzione corretta: aggiornamento in-place o re-deploy.
Refresh hardwarePC non compatibili Win11Sostituzione + dismissione sicura dei vecchi device.
ESU (Extended Security Updates)Chi non riesce a migrare in tempoAggiornamenti di sicurezza a pagamento, temporanei: ponte, non destinazione.

Come funziona ESU

Gli Extended Security Updates forniscono solo le patch di sicurezza critiche/importanti, a pagamento, per un periodo limitato. Per le aziende il programma copre fino a tre anni con un costo che raddoppia ogni anno (pensato apposta per scoraggiare la permanenza). È un ponte per gestire i ritardatari, non una strategia di lungo periodo.

Cosa fare adesso

  1. Censisci quanti device sono ancora su Windows 10 e quanti sono compatibili con Windows 11 (TPM 2.0 — vedi come abilitarlo).
  2. Migra subito i PC compatibili a Windows 11.
  3. Pianifica il refresh dei PC non compatibili (anche in ottica DaaS/leasing per spalmare il costo).
  4. Usa ESU solo come ponte per i casi che non puoi chiudere in tempo, sapendo che il costo cresce.

Quando ha senso un supporto

Censimento, migrazione Windows 11 (con Intune/Autopilot) e refresh hardware coordinato sono un progetto gestibile in poche settimane con il supporto giusto. Per impostarlo senza fermare l’operatività, parla con un nostro consulente o vedi la guida Windows 10 fine supporto: cosa fare.

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